CAROSELLO: L’INIZIO DEL VIDEO MARKETING

Carosello: l’inizio del video marketing. Era il 3 febbraio del 1957 e, senza conoscerne le conseguenze la RAI dava il via ufficialmente al video marketing creando uno dei contenitori pubblicitari più apprezzati: Carosello.

Ma perché è nato Carosello?

(l’inizio del video marketing)

Foto carosello

La RAI in quegli anni aveva una sola entrata: il canone delle poche persone che si potevano permettere una televisione. 

Molto presto quindi si sentì la necessità di aumentare le entrate. Le aziende non si lasciarono sfuggire l’occasione e compresero immediatamente la forza di quel media che avrebbe fatto la storia.

C’era la radio è vero, che all’epoca era lo strumento di diffusione maggiore presente in tutte le case ma, quando si decise di creare un contenitore pubblicitario in televisione, si volle proporre qualcosa di innovativo che avrebbe attratto sia il pubblico che le aziende.

Qualcosa che  fosse emozionante e penetrante attraverso l’intrattenimento utilizzato da sempre: lo spettacolo. 

Per questo è nato Carosello: scenette comiche e divertenti che catturavano l’attenzione del target presentando il prodotto alla fine dello sketch.

IL NUMERO ZERO

(l’inizio del video marketing)

Come in tutti i grandi progetti video che si rispettino anche Carosello ha avuto il progetto pilota, quello che oggi viene comunemente chiamato “il numero zero”: una sorta di prima puntata che permette di comprendere se il format è valido e può essere realizzato su grande scala.

Oggi il numero zero viene utilizzato sulle grandi serie Tv che vedete sulle varie piattaforme di streaming come netflix e amazon prime. 

Il numero zero di Carosello fu realizzato in diverse puntate a Torino, Milano e Roma. 

Quello più famoso è “La pianola magica” del 1955, un cortometraggio di 25 minuti (per i media odierni sarebbe impossibile pensare ad una pubblicità così lunga), in cui Paolo Ferrari suona con una pianola degli intermezzi per alcune scenette interpretate da vari attori che pubblicizzano prodotti di fantasia.

Il numero zero ebbe un grande successo: l’idea vincente fu quella di far passare la pubblicità come divertimento, utilizzando generi in cui l’Italia era all’avanguardia come la commedia all’italiana, la rivista e l’avanspettacolo.

Due anni dopo nacque Carosello

Ma perché questo nome?

(l’inizio del video marketing)

Carosello era un contenitore dve più brand potevano sponsorizzare i loro prodotti in un tempo breve, raccontando, cantando e facendo comunque dello spettacolo.

Era più o meno quello che succedeva nella pellicola del film “Carosello Napoletano” del 1954, da cui il nome del contenitore RAI.

I brand che volevano pubblicizzare all’interno di Carosello dovevano realizzare in autonomia il loro spot e presentarlo alla RAI, lo spot sarebbe poi stato passato al vaglio della Sacis, (l’ente che controllava la pubblicità), la quale sarebbe intervenuta censurando qualora fosse opportuno.

Tutto era deciso: Carosello era previsto per il 1° Gennaio 1957 

(l’inizio del video marketing)

Alcuni ritardi di produzione però fecero slittare alla data che tutti noi conosciamo: 3 Febbraio dello stesso anno.

E LA SIGLA?

(l’inizio del video marketing)

Ma gli spettacoli si sa non smettono mai di essere in preparazione fino al momento dell’apertura del sipario le correzioni sono sempre dietro l’angolo per migliore il prodotto da presentare al pubblico: carosello non fece eccezione.

Il 2 Febbraio infatti ci si accorse che mancava una sigla iniziale (?), e in fretta e in furia per non avere altri ritardi furono incaricati il regista Luciano Emmer e il produttore Cesare Taurelli di risolvere questo problema. 

Ce la fecero davvero in brevissimo tempo: una serie di sipari che si aprivano in sequenza; alcuni disegni, una tarantella del repertorio napoletano dell’Ottocento come colonna sonora.

Finalmente la sigla era pronta. Finalmente era pronto Carosello.

Il 3 febbraio 1957 ore 20:50: al termine del telegiornale debutta Carosello: queste furono le prime 4 pubblicità della storia della televisione italiana. 

CHI FÙ IL PRIMO INSERZIONISTA?

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Shell Italia, “Per guidare meglio”, in cui Giovanni Canestrini, giornalista automobilistico, da consigli sulla sicurezza stradale.

La Saipo L’Oréal che presenta Mike Bongiorno in “Un personaggio per voi”, in cui viene intervistato un personaggio noto consegnandogli al termine una confezione del prodotto.

Singer: Il primo episodio della serie “Quadrante della moda” con Mario Carotenuto che pubblicizza le famose macchine per cucire.

L’ultimo spot è Cynar con la prima puntata “L’arte del bere” con Carlo Campanini e Tino Bianchi e che diventò famosissimo con la pubblicità di Ernesto Calindri.

LE REGOLE DELLA MESSA IN ONDA

(l’inizio del video marketing)

Le regole erano molto ferree: 

1 minuto e 45 secondi di spettacolo, e 30 secondi di pubblicità sul prodotto. Totale divieto di replica.

La messa in onda era programmata tutti i giorni e così è stato per 20 anni, ad eccezione di due giorni l’anno:

il 2 novembre e il venerdì santo. 

Solo alcuni eventi di importanza mondiale fermarono la messa in onda ma furono pochi, i seguenti:

la morte di Papa Pio XII (9 ottobre 1958) e di Papa Giovanni XXIII (3 giugno 1963), la morte di John Fitzgerald Kennedy (22 novembre 1963) e la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), quest’ultima per 3 giorni.

CHI CI HA LAVORATO?

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All’interno di Carosello i più grandi attori e artisti italiani fecero la loro esibizione come: Aldo Fabrizi, Totò, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Raffaella Carrà, Giorgio Albertazzi, Pippo Franco, Gianfranco D’Angelo, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, e tanti altri.

Molti altri non erano attori reali ma personaggi animati, alcuni di essi sono ancora presenti nella memoria dei over 40 come per esempio: Angelino (detersivo Supertrim) , l’Omino coi baffi (Bialetti),  la Linea (Lagostina), e gli indiscussi e amati Calimero e Topo Gigio.

IL DECLINO

(l’inizio del video marketing)

Tutto cambia e nella metà degli anni 60 il format iniziava ad essere criticato nel format e nei contenuti. Le nuove generazioni, non si riconoscono nella società proposta da Carosello. 

È l’inizio della fine.

Negli anni Settanta, si provò a cambiare format e proposta, le scene con gli attori lasciarono il posto a immagini emotive come rallenty di animali, vetri frantumati ecc, le persone trovarono la cosa noiosa rispetto al passato in cui si rideva e si sognava.

Si provò a cambiare formula ma gli inserzionisti preferivano spot più brevi e meno costosi quindi anche replicabili.

Alla fine Carosello non riuscì a resistere: Il 1° Gennaio 1977 andò in onda l’ultima puntata, con Raffaella Carrà, BTicino, Amaro Ramazzotti, Tè Ati e Gibaud chiusero per sempre il programma.

Una cosa è certa: Carosello l’inizio del video marketing, il papà che ha aperto la strada al video marketing come lo conosciamo oggi e forse possiamo dire con assoluta certezza che è stato il video marketing più amato dagli italiani.