Storyboard: l’importanza di averlo sul set

DiNovacom

Storyboard: l’importanza di averlo sul set

Storyboard: perché disegnarlo.

Storyboard: in pochi ci pensano. Quasi nessuno lo realizza.
Stiamo parlando dello storyboaord e della sua importanza all’interno del flusso di lavoro di un filmato video professionale.

In Italia non è una grande abitudine (purtroppo) realizzare storyboard. A molti di voi sarà capitato di aprire il dvd di una produzione americana e trovare nei contenuti speciali un capitolo interamente dedicato allo storyboard.
Questo per farvi capire quanto in America sia importante un passaggio come quello dei disegni che rappresentano le inquadrature che saranno realizzate in un secondo tempo sul set.

I vantaggi dello storyboard

Alcuni dei grandissimi vantaggi che si hanno portando uno storyboard sul set:

  • si possono vedere le inquadrature su carta prima di girarle
  • si possono discutere con la produzione
  • si può far vedere ai singoli attori cosa si realizzerà sul set
  • ci si può accorgere di uno sbaglio e con la gomma da cancellare rimediare facilmente
  • si possono disegnare le luci che andranno ad illuminare la scena con un risparmio di tempi e quindi di soldi notevoli

ce ne sono tanti altri che potremmo elencare ma fermiamoci qui.
In Italia non c’è questa abitudine a fare storyboard nelle produzioni di film, per il cinema o la televisione.
Sono un lavoro, sono anche un lavoro importante e su cui si devono impegnare risorse, questo potrebbe essere uno dei motivi per il quale le produzioni italiane che non godono davvero dei budget americani evitano di realizzarli.
Lo storyboard ha bisogno di un disegnatore professionista, che conosca il linguaggio filmico, le lunghezze focali degli obiettivi, che sappia interagire col regista e il direttore della fotografia, comprendiamo quanti soldi si dovrebbero spendere per questo e nelle produzioni italiane, dove c’è sempre purtroppo la corsa al taglio economico, una delle prime voci da sacrificare (e con dolore) è proprio quella dello storyboard.

Storyboard: come superare il problema del budget?

Crediamo che questo problema si possa risolvere in un altro modo: con disegni che possano fungere da tracce, non servono disegnatori super qualificati (anche se li consigliamo assolutamente) si possono fare degli schizzi che ci ricordano l’inquadratura.
Tracce disegnate insomma: omini anche elementari che possano però aiutare la troupe sul set.

Storyboard: Il nostro lavoro

Noi di Novacom, anche se con budget inferiori ai film americani cerchiamo di tenere la qualità professionale del lavoro sempre al massimo e quindi facciamo sempre lo storyboard (beh diciamo che facciamo schizzi e non disegni veri e propri), e in questo articolo vorremmo analizzare un lavoro che abbiamo realizzato e che, in questo momento che scriviamo (gennaio 2017), si trova come spot pubblicitario nella catena di cinema UCI a Roma e altre sale della capitale.

Lo spot è nato dall’esigenza del cliente (una clinica privata romana) di sponsorizzare un suo reparto specifico: la PMA, cioè la procreazione medicalmente assistita.
L’esigenza del cliente era particolare, perché particolare è il tema trattato. La PMA è un percorso che una coppia che desidera un bimbo realizza quasi sempre come ultima spiaggia e questo ci fa comprendere quanto possa essere delicato il momento che sta attraversando il pubblico target, di uno spot di questo tipo. Per questo in accordo col cliente è stato scelto la tecnica che porterà come risultato ad avere un video emozionale come quelli descritti in questa pagina.

Il primo passo per realizzare uno spot rimane sempre quello di ascoltare le esigenze del cliente e capire bene che tipo di filmato vuole realizzare.
Una volta compreso il tutto siamo passati alla stesura della sceneggiatura. Non prima però di aver eseguito un sopralluogo tecnico che ci permettesse di conoscere i medici (che partecipano anche allo spot) e di conoscere soprattutto il metodo di lavoro adottato per arrivare al loro obiettivo.
Nei due incontri che abbiamo fatto con il personale della clinica siamo riusciti a capire meglio cosa provano le persone che si avvicinano a questa terapia e a poter scrivere quindi una sceneggiatura che abbiamo ritenuto delicata ed emozionante, come ci era stato richiesto.

La preparazione dello spot

Una volta che il cliente aveva dato il proprio “ok” sulla sceneggiatura scritta, dovevamo passare alla fase più tecnica: registrare il filmato. La scelta degli attori delle location e tutta l’organizzazione.
E’ in questa fase che lo storyboard è fondamentale. Fare dei disegni considerando le location reali facilita molto il lavoro sul set.
Il regista dello spot, Giovanni Stivali, che non è davvero un grande disegnatore,  ci ha dato il consenso per rendere pubblici i suoi….disegni? (neanche lui stesso li chiama disegni), ha iniziato a fare schizzi che potessero servire a lui e al direttore della fotografia (Nicola Melchionno) durante la fase di riprese.

Analizzeremo questi disegni in questo articolo non davvero per la loro bellezza (?) ma per far comprendere meglio al lettore l’importanza che assume lo storyboard il giorno delle riprese per l’intera troupe.

Li analizziamo scena per scena prima vedendola disegnata poi vedendo il girato.

Il testo della sceneggiatura

Chiaramente dovevamo seguire la nostra sceneggiatura. Era stata scritta seguendo la tecnica che abbiamo descritto nel nostro articolo che puoi leggere qui: “Il viaggio dell’eroe”.
In un altro nostro articolo spiegheremo la nostra sceneggiatura mettendola in relazione al viaggio dell’eroe per far comprendere meglio come sia possibile inserire in uno spot di soli 30” i vari punti descritti nel nell’articolo.

Questo è il testo della sceneggiatura che verrà in un secondo tempo letto dalla speaker professionista: Greta Bortolotti

1) Durante il nostro lavoro avvertiamo spesso il cuore di una donna pieno di speranza
2) …di desideri, ma soprattutto un cuore colmo di fiducia…
3) …è per questo che lavoriamo intensamente (pausa) ogni giorno…
4) …per regalare al cuore di una donna…(pausa) il suono più bello
5) Nuova villa Claudia: il nostro impegno, la tua fiducia, i vostri cuori finalmente insieme.

E queste le inquadrature scritte:

Effetto audio: cuore adulto che batte. Rappresenta il cuore di tutti quelli che partecipano al percorso che porterà all’obiettivo: la passione dei medici e la speranza della coppia.
Inq 1: Si vede la dottoressa che entra nel laboratorio ancora spento e che si accende pian piano che lei entra.
Inq 2: scoprendo con un carrello, vediamo una coppia che sta aspettando il suo turno. La dottoressa li accoglie.
Inq 3: stacchiamo all’interno di un ufficio, dove la dottoressa sta spiegando le varie tecniche di PMA
Inq 4: dobbiamo vedere il primo piano della donna che sta prendendo fiducia nel percorso
Inq 5: dobbiamo vedere i medici al lavoro che stanno nel laboratorio (all’avanguardia) e che seguono il processo che porterà la donna ad avere un bimbo.
Inq 5 bis: panoramica sull’altra dottoressa
Inq 6: la dottoressa al lavoro che gestisce il gruppo
Inq 7: stacchiamo sull’ecografia (col carrello), e vediamo dototressa e donna al lettino delle ecografie
Inq 8: primo piano della donna che si rende conto di essere incinta (effetto audio del cuore che cambia, dal cuore dell’adulto al cuore del feto)
Inq 9: la dottoressa torna indietro nel laboratorio che si spegne. Entra il logo di PMA.

Di seguito invece vediamo lo storyboard scaturito da queste inquadrature:

Inquadratura 1

Storyboard: inquadratura 1

Possiamo vedere su questo disegno, ma anche sui seguenti, gli appunti presi a mano dal regista che annotava ciò che doveva succedere all’interno dell’inquadratura e gli oggetti che voleva vedere. Il disegno rispecchia il punto uno del testo:
Inq 1: Si vede la dottoressa che entra nel laboratorio ancora spento e che si accende pian piano che lei entra.

Inquadratura 2

Storyboard: inquadratura 2

La scena come si può vedere rispecchia il punto numero 2:
Inq 2: scoprendo con un carrello, vediamo una coppia che sta aspettando il suo turno. La dottoressa li accoglie.

Inquadratura 3

Storyboard: inquadratura 3

Inq: 3: stacchiamo all’interno di un ufficio, dove la dottoressa sta spiegando le varie tecniche di PMA

Inquadratura 4

Storyboard: quarta inquadratura

Inq 4: dobbiamo vedere il primo piano della donna che sta prendendo fiducia nel percorso

Inquadratura 5

Storyboard: inquadratura 5

Inq 5: dobbiamo vedere i medici al lavoro che stanno nel laboratorio (all’avanguardia) e che seguono il processo che porterà la donna ad avere un bimbo.

Inquadratura 5 bis:

Storyboard: inquadratura 5 bis

Inq 5 bis: panoramica sull’altra dottoressa

Inquadratura 6:

Storyboard: inquadratura 6

Inq 6: la dottoressa al lavoro che gestisce il gruppo

Inquadratura 7:

Storyboard: inquadratura 7

Inq 7: stacchiamo sull’ecografia (col carrello), e vediamo dototressa e donna al lettino delle ecografie

Inquadratura 8:

Storyboard: inquadratura 8=

Inq 8: primo piano della donna che si rende conto di essere incinta (effetto audio del cuore che cambia, dal cuore dell’adulto al cuore del feto)

Inquadratura 9:

Storyboard: inquadratura 9

Inq 9: la dottoressa torna indietro nel laboratorio che si spegne. Entra il logo di PMA.

 

Il filmato integrale con storyboard

Ora che abbiamo visto tutti i disegni, vi invitiamo a guardare come è stato realizzato lo spot seguendo appunto questi schizzi.
Capirete bene come con un’organizzazione di questo tipo (quando si va sul set a girare) i tempi di decisione siano ridotti al minimo, il regista ha deciso su carta dove posizionare la macchina da presa, il direttore della fotografia su carta ha deciso dove posizionare i proiettori e con che tipo di luce illuminare la scena e gli attori prima ancora di girare sanno quali saranno le inquadrature, quando hanno un primo piano e quando le loro recitazioni devono prendere enfasi.
Questa è l’importanza dello storyboard e nel filmato che segue, cioè lo spot a destra e i disegni a sinistra potrete verificare quanto importante sia realizzare gli schizzi.

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E’ evidente che questo articolo non è stato scritto per farvi vedere quanto (non) siamo bravi a realizzare uno storyboard ma semplicemente per trasmettervi la vera importanza di avere anche solo schizzi per ripetere poi sul set le inquadrature decise

 

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